CORPO, CUORE E CERVELLO in isolamento

Sopravvivere ai tempi del Corona Virus

“È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo”.

M.Gualtieri

 

 

Stiamo vivendo giorni strani, in cui lo scorrere del tempo, le distanze, le priorità e le abitudini sembrano in continuo cambiamento. Stiamo vivendo un’emergenza e proprio per questo è necessario adattarci e trovare le risorse a cui aggrapparci per resistere, nonostante le difficoltà.

In questi giorni molti colleghi, professionisti ed esperti hanno messo a disposizione le proprie competenze per proporre strumenti e strategie, consigli e suggerimenti utili a resistere in questo tempo strambo. Prendendo ispirazione e nel desiderio di unire le forze per trovare, insieme, un modo per mantenere salda la rotta e promuovere benessere, propongo qualche pensiero a forma di consiglio su comportamenti da tenere, idee da sviluppare, proposte da seguire.

 

I consigli sono suddivisi in tre dimensioni fondamentali della nostra esperienza:

  1. Cervello: cioè la mente, i pensieri e la razionalità.

  2. Cuore: cioè gli affetti, le emozioni e i sentimenti.

  3. Corpo: cioè le sensazioni ma anche il benessere fisico.

 

 

CERVELLO

 

  • È importante essere informati in questo momento, ma dobbiamo fare attenzione alla quantità e alla qualità delle informazioni:
  • Scegliete due momenti (non di più) al giorno per informarvi e il canale attraverso cui farlo. Essere esposti a troppe informazioni può aumentare lo stato di allerta e di conseguenza l’agitazione. Allo stesso tempo non informarsi mai protegge solo apparentemente dalla realtà delle cose.
  • È importante che l’informazione che seguite sia il più possibile autorevole. Scegliete informazioni che vengono da fonti ufficiali (ad es. Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Ats, etc.).
  • Se vi sembra che qualcosa non sia chiaro, anche se vi sembra stupido, chiedete a qualcuno di cui vi fidate.
  • Cercate di concentrarvi anche sugli aspetti positivi e di speranza. Mantenere un approccio positivo, in genere aiuta anche il nostro sistema immunitario. Questo non significa negare la realtà, ma predisporsi verso il buono e il positivo che può nascondersi nelle esperienze.
  • Concentratevi su quello che è possibile fare e su cui abbiamo il controllo: rispettare le norme e le regole di comportamento, rimanere in condizione di sicurezza, stare con le persone che ci fanno sentire più sicuri.
  • Cercate di accettare anche quello su cui non è possibile avere il controllo (ad esempio i contagi, le complicazioni, i decessi, etc.) non pensando troppo al futuro ma concedendovi di pensare momento per momento, un pensiero e un giorno alla volta.
  • L’isolamento e la rarefazione delle relazioni e degli impegni permette di stare più tempo a contatto con se stessi. A volte questo fa bene, altre volte fa emergere domande e angosce profonde rispetto a se stessi, alla propria vita fino a qui: sono soddisfatto di chi sono? E della mia vita fino a qui? Cosa mi manca? Cosa vorrei cambiare? Cercate di non farvi travolgere da queste domande ma provate a utilizzarle per riflettere e porvi nuovi obiettivi per il tempo che verrà.

Provate a scrivere una lettera a voi stessi: focalizzate l’attenzione sugli aspetti positivi di voi, su quello che siete riusciti a costruire e a raggiungere, su quanto di buono c’è nella vostra vita. Non vale dire che non c’è niente di buono. Sforzatevi di trovare qualcosa, anche piccolo. E se proprio non ce la fate, chiedete consiglio a qualcuno.

Pensate che, prima o poi, tutto questo passerà.

  Provate a concentrarvi su quello che vi manca di più. Fatene una lista.

  E adesso sforzatevi di concentrarvi anche su quello che questa esperienza vi sta insegnando. Avete conosciuto parti nuove di voi stessi? Avete riflettuto su qualche aspetto in particolare della vostra esistenza o più in generale del mondo? Cosa e come vorreste cambiare la vostra vita?

 

 

CUORE

 

  • È normale che il nostro cuore sia in subbuglio. È normale provare tante emozioni, anche tutte insieme e esserne confusi. È normale alternare stati di calma apparente a stati di agitazione. Stiamo attraversando un momento/periodo traumatico lontano dalla quotidianità, per questo anche le emozioni sono scombussolate.

Consiglio questo breve video della SIPEM Sos Federazione – Società Italiana Psicologia dell’Emergenza, in cui vengono raccontate le emozioni più tipiche di questo momento: https://www.facebook.com/watch/?ref=saved&v=208795510224677

  • Qualsiasi cosa provate va bene, lasciate che sia. Chiedetevi come state, provate concentrarvi sul vostro cuore e non date per scontato di conoscere sempre le vostre emozioni.

  Se la confusione è troppa, provate a scrivere una lettera, una storia, una poesia, un messaggio o anche solo parole alla rinfusa. Oppure fate un disegno, un collage, una statua, fate una fotografia o cercate qualsiasi mezzo creativo che vi è congeniale per rappresentare come state in questo momento. E magari poi condividetelo con me o con chi volete.

  • La paura è normale e protettiva in questo momento. È la paura che ci fa stare al sicuro, che non ci fa mettere in situazione di pericolo e che ci mantiene allerta. Verificate però che rimanga entro un livello di tollerabilità. Se vi sembra di non riuscire a contenerla e la paura diventa eccessiva in assenza di segnali di pericolo evidenti, chiedete aiuto.
  • Anche la rabbia è un’emozione che nelle situazioni di emergenza e di isolamento può essere molto frequente. Se vi sentite irritabili e nervosi, se capita di “scattare” per un nonnulla, può essere legato alla situazione che state vivendo. Succede. Scegliete delle attività che vi calmano e che fanno rimanere in equilibrio e dedicatevi un po’ di tempo ogni giorno per queste attività. L’importante è riuscire a riparare, con voi e con gli altri, quello che la rabbia può rompere.
  • Potrebbe succedere di sentirsi spesso confusi, con la testa piena e pesante, con fatica a concentrarsi e a portare a termine le attività. Anche questa è una conseguenza tipica delle situazioni di emergenza e di sospensione. È come se la nostra mente, o una parte di essa, cercasse di tornare a situazioni conosciute, mentre un’altra parte rimane all’erta e iperattivata dalla situazione di emergenza. Questa è l’origine della confusione, di un certo disorientamento e della stanchezza.
  • Abbiamo tutti bisogno di sicurezza e la possiamo cercare nelle relazioni o in quanto c’è di conosciuto. Cercate le persone o le situazioni che vi fanno stare bene. E, se possibile, limitate il contatto con persone che non vi fanno sentire a vostro agio.

Provate a scegliere un momento o un rito di vicinanza. Un abbraccio, una frase in codice, un messaggio, un disegno che comunichi affetto senza troppe parole ogni volta che ne avete bisogno.

  • Esercizi di distanza. Dobbiamo imparare a stare “lontano ma vicino”, almeno per un po’.

  Mandate segnali di vicinanza alle persone che vorreste vicino (parenti, amici, compagni o chi desiderate) magari riflettendo sul messaggio che si vuole inviare e scegliendo una modalità particolare: un disegno, una foto, una canzone particolare, un video autoprodotto. Un gesto semplice ma pieno di “cuore”.

 

CORPO

 

  • Per quanto possibile, cercate di mantenere orari e abitudini ordinarie e il più possibile stabili. Se questo non è possibile, costruite una routine nuova legata allo stare in casa con momenti e ambienti ben definiti e abbastanza costanti. Avere una routine è importante per evitare di “lasciarsi andare” ma anche per rassicurarsi.
  • Anche se l’attività fisica e sportiva è sospesa, cercate il modo di fare un po’ di movimento ogni giorno. Tenersi attivi aiuta il benessere e combatte lo stress a cui siamo sottoposti.
  • Se pensate possa fare al caso vostro, cercate qualche proposta che viene dalle discipline come la mindfulness, il training autogeno, lo yoga o qualsiasi attività che promuova benessere, rilassamento e respiro.
  • Cercate di mantenere abitudini di sonno regolare. L’insonnia è un altro rischio di questa situazione. Cercate per quanto possibile di rispettare gli orari che avete definito.

  Definite una routine che scandisca le attività della giornata: quelle di studio o lavoro e le attività piacevoli e di svago.

  Create una lista di attività piacevoli da fare insieme o da soli da cui potrete liberamente “pescare” in un momento di noia.

Tenete presente che non è facile organizzare il tempo vuoto, soprattutto se non l’abbiamo scelto noi, soprattutto se siamo in un momento di emergenza e la mente e il cuore sono affollati da domande, dubbi e emozioni difficili. Quindi concentrarvi o sfruttare al meglio questo tempo potrebbe essere più complesso di quanto raccontino. Non fatevi condizionare da emozionanti e scintillanti racconti di quanto sia bello ed eccitante riempire il tempo dell’isolamento. Non sempre è così. Non preoccupatevi e fate quello che riuscite per quanto riuscite, fin dove riuscite e come riuscite.

 

Ultimissima postilla: se Vi sembra che tutto diventi troppo pesante e di difficile gestione, ricordate che è possibile chiedere aiuto.

 

Anche se il timore avrà sempre più argomenti,

tu scegli la speranza.

(Seneca)

 

 

 

FONTI:






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